SALE AND LEASE BACK – NULLITA’ – ILLICEITA’ DELLA CAUSA SE VIOLA IL PATTO COMMISSORIO

(Cass.civ., sezione prima, sentenza del 28 gennaio 2015, n. 1625, in www.iusexplorer.it)

 

Il contratto di sale and lease back (c.d. locazione finanziaria di ritorno) è nullo per illiceità della causa qualora violi il divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c., mentre dovrà ritenersi valido, se nel contratto viene inserita la clausola del c.d. patto marciano.

Per conferire validità all’istituto, infatti, «è necessario [….]che, sin dalla conclusione del contratto di lease back, siano stati previsti meccanismi oggettivi e procedimentalizzati che, […] permettano la verifica di congruenza tra valore del bene oggetto della garanzia, che viene definitivamente acquisito al creditore, ed entità del credito»

Secondo la Corte di Cassazione, affinchè la c.d. clausola marciana possa conseguire l’effetto di salvare  il contratto di lease back, occorre che essa preveda «per il caso ed al momento dell'inadempimento ossia quando si attuerà coattivamente la pretesa creditoria (cfr. art. 1851 c.c.), un procedimento volto alla stima del bene, entro tempi certi e con modalità definite, che assicurino la presenza di una valutazione imparziale, in quanto ancorata a parametri oggettivi automatici, oppure affidata a persona indipendente ed esperta la quale a detti parametri farà riferimento (cfr. art. 1349 c.c.), al fine della corretta determinazione dell'an e del quantum della eventuale differenza da corrispondere all'utilizzatore. La pratica degli affari potrà poi prevedere diverse modalità concrete di stima, purchè siano rispettati detti requisiti. L'essenziale è che risulti, dalla struttura del patto, che le parti abbiano in anticipo previsto che, nella sostanza dell'operazione economica, il debitore perderà eventualmente la proprietà del suo bene per un prezzo giusto, determinato al tempo dell'inadempimento, perchè il surplus gli sarà senz'altro restituito».

Infine, analizzando la distinzione tra leasing puro e leasing anomalo ed il relativo conflitto con l’istituto del patto commissorio, i giudici individuano la linea di confine in base a tre criteri fondamentali: l'esistenza di una situazione debitoria in capo all'impresa utilizzatrice verso la concedente, le difficoltà economiche della prima e la sproporzione tra corrispettivo e valore del bene.

 

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