domenica 18 settembre 2016

CONDOMINIO - ASSEMBLEA - AVVISO DI CONVOCAZIONE - NATURA RECETTIZIA

 

 (Trib. Milano, sezione tredicesima, sentenza del 27 aprile 2016, n. 5195)

 

L’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio ha natura di atto recettizio e grava sul condomìnio l'onere di dimostrare che detto avviso sia pervenuto al condòmino in tempo utile per l'assemblea, ovvero entro cinque giorni dalla data fissata per l’adunanza.

È quanto chiarito dal Tribunale di Milano con sentenza del 27 aprile 2016, n. 5195.

La fattispecie all’esame del tribunale meneghino ha riguardato una controversia instaurata da un condòmino per aver ricevuto l’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio solo due giorni prima rispetto alla data fissata per l’adunanza, mediante comunicazione a lui consegnata dal custode del fabbricato condominiale. Avverso siffatta contestazione il condomìnio convenuto aveva eccepito che, a suo dire, il ritardo doveva essere imputato al condòmino, il quale avrebbe ritirato la comunicazione in ritardo, tenuto conto che, invece, tutti gli altri condòmini avevano ricevuto la convocazione in tempo utile.

Accogliendo la domanda attorea, il giudice monocratico presso il Tribunale di Milano ha evidenziato come l’avviso di convocazione produca i propri effetti solo da quando viene materialmente ricevuto dal destinatario, avendo natura recettizia, pertanto, nel caso di specie, la convocazione non era stata eseguita  correttamente.

oooOooo

Siffatta pronuncia si pone in linea con altri provvedimenti della giurisprudenza e, precisamente:

*** Cass., 26 settembre 2013, n. 22047, secondo cui «[i]n tema di condominio negli edifici, l'avviso di convocazione a partecipare all'assemblea condominiale, quale atto recettizio, dev'essere ricevuto, e non solo comunicato, almeno cinque giorni prima dello svolgimento della riunione in prima convocazione»;

*** Trib. Roma, 22 luglio 2009, n. 16306, secondo cui «[l]a convocazione è atto recettizio, produttivo di effetti qualora pervenga all'indirizzo del destinatario, senza che rilevi il momento della spedizione ed il termine va calcolato a ritroso a partire da1 primo giorno immediatamente precedente la data fissata per la prima convocazione dell'assemblea, a nulla rilevando che la stessa in concreto, non si sia tenuta e che l'assemblea abbia conseguentemente deliberato in seconda convocazione, eventualmente ne1 rispetto dei cinque giorni dalla data di ricezione dell'avviso».

oooOooo

La disciplina in materia di convocazione dell’assemblea è stata rivista con la “riforma del condominio” ed attualmente essa è regolata negli articoli 1136 cod.civ. e 66 disp.att. cod.civ., il cui terzo comma (dell’art. 66) si occupa delle modalità di convocazione e della tempistica per cui: «[l] 'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati».

Ebbene, nonostante la norma disponga che l’avviso di convocazione debba essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per la riunione (in prima convocazione), la giurisprudenza che si è occupata della questione ha prima d’ora evidenziato come, al fine della regolare convocazione, l’amministratore debba fornire la prova dell’avvenuta spedizione e del fatto che l’avviso di giacenza sia stato depositato nella cassetta postale del destinatario.

A tal fine, Cass., 23 giugno 2015, n. 13015, ha affermato che:

«[a] fronte di un avviso di convocazione assembleare che, spedito a mezzo raccomandata, non sia stato consegnato al destinatario, sussiste l’onere del condominio di provare non solo la spedizione, ma anche che l’avviso di giacenza (adempimento che consente di acquisire conoscenza dell’invio della comunicazione e la conoscibilità del suo contenuto) sia stato immesso nella cassetta postale del destinatario».

oooOooo

Ne consegue che ove il condòmino non sia stato correttamente convocato, questi può impugnare la delibera adottata in occasione dell’assemblea gravata da vizio di convocazione, trattandosi di una decisione annullabile, come prima affermato dalla Corte di Cassazione:

*** Cass., 13 novembre 2009, n. 24132, secondo cui «[l]’onere di provare che tutti i condomini siano stati tempestivamente convocati per l’assemblea condominiale grava sul condominio, non potendosi addossare al condomino che deduca l’invalidità dell’assemblea la prova negativa dell’inosservanza di tale obbligo; la prova gravante sul condominio può anche essere fornita tramite presunzioni e, tuttavia, non si può attribuire al comportamento dei condomini intervenuti, che nulla al riguardo abbiano eccepito, valore presuntivo della ricezione dell’avviso di convocazione anche da parte dei condomini non intervenuti»;

*** Cass., 4 marzo 2011, n. 5254, secondo cui «[q]ualora il condomino agisca per far valere l’invalidità di una delibera assembleare, incombe sul condominio convenuto l’onere di provare che tutti i condomini sono stati tempestivamente avvisati della convocazione, quale presupposto per la regolare costituzione dell’assemblea, mentre resta a carico dell’istante la dimostrazione degli eventuali vizi inerenti alla formazione della volontà dell’assemblea medesima»;

*** Cass., 15 dicembre 1990, n. 11947, secondo cui «[i]n tema di condominio di edifici, la mancanza dell’invito anche di uno solo dei condomini rende la deliberazione dell’assemblea non semplicemente annullabile, con la necessità che la relativa impugnazione deve essere proposta a pena di decadenza nel termine di cui all’art. 1137, 3º comma, c.c., ma affetta radicalmente da nullità, con la conseguenza che l’impugnazione non è soggetta a detto termine di decadenza ma essendo imprescrittibile può esser fatta valere in ogni tempo, senza che il relativo interesse che va riconosciuto a ciascun condomino, possa venir meno neppure nel caso in cui la mancata partecipazione del condomino non abbia influito sulla formazione della maggioranza».