lunedì 19 dicembre 2016

SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI - POTERE DEI SOCI RAPPRESENTANTI ALMENO 1/3 DEL CAPITALE SOCIALE


Trib. Milano, sezione specializzata in materia di impresa, decreto del 10 novembre 2016, n. RG VG 2449/2016


In tema di società a responsabilità limitata, è legittima la convocazione dell’assemblea da parte di un numero di soci rappresentanti almeno un terzo del capitale sociale; deve infatti ritenersi che «nel potere dei soci che rappresentano almeno un terzo del capitale di sottoporre gli argomenti di discussione all’assemblea, attribuito dall’art.2479 cc primo comma in tema di srl, rientr[i] altresì, per via estensiva, il potere di convocazione diretta dell’assemblea su quegli stessi argomenti». Tale interpretazione estensiva appare infatti del tutto compatibile con la posizione privilegiata attribuita ai soci nell’ambito delle srl dalla riforma del 2003 e deve trovare applicazione anche laddove lo statuto regoli la convocazione assembleare demandandola all'organo gestorio in quanto il riferimento dell'art. 2479 bis cod. civ. alle "modalità di convocazione dell'assemblea" va letto in relazione alle modalità in senso stretto (mezzi, termini, ecc.) e, pertanto, indipendentemente dall’inerzia dell’organo amministrativo (il cui intervento non è in ogni caso richiesto) e a prescindere dall’intervento del Tribunale.
È quanto chiarito dal Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, con decreto del 10 novembre 2016, n. RG VG 2449/2016.
Il caso sottoposto all’attenzione del Tribunale meneghino ha riguardato il ricorso presentato da taluni soci di una società in liquidazione, al fine di ottenere l’ordine, da parte del giudice, di convocazione dell’assemblea dei soci della s.r.l. per deliberare la nomina del nuovo liquidatore, a seguito delle dimissioni del vecchio, tenuto conto che si era verificata la condizione alla quale dette dimissioni erano state subordinate.
Il Tribunale di Milano dichiara inammissibile il ricorso ed argomenta la decisione evidenziato come i soci ricorrenti, titolari di partecipazioni pari al 50% del capitale sociale, fossero di per sé legittimati a convocare l’assemblea, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’Autorità giudiziaria.
Al tipo società a responsabilità limitata, infatti, non si può applicare la disciplina vigente in tema di società per azioni (nella specie l'art. 2367 cod.civ.) mancando, ogni richiamo legislativo che preveda l’estensione della disciplina di un tipo (s.p.a.) ad un altro tipo (s.r.l.).
In conclusione, dal momento che la legge tace sul punto, deve concludersi nel senso che non sia possibile estendere alle s.r.l. la disciplina di cui all’articolo 2367 cod.civ. (Convocazione su richiesta di soci), secondo cui spetta agli amministratori (o al consiglio di gestione) il potere di convocare l'assemblea senza ritardo quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno il decimo del capitale sociale o la minore percentuale prevista nello statuto e, qualora non provvedano, spetta al Tribunale ordinare con decreto la convocazione.